Blitz nel Pavese, scoperto il triangolo della droga: 7 chili sequestrati

Blitz nel Pavese, scoperto il triangolo della droga: 7 chili sequestrati

10 Marzo 2026 Off Di Valentina Costantino

Un’articolata attività investigativa ha interessato recentementele campagne intorno a Siziano, Vidigulfo e Bornasco, dando seguito a diversi mesi di lavoro svolto dalla Sezione operativa del Norm di Pavia, sotto la direzione della Procura della Repubblica locale. L’intervento, diretto a contrastare lo spaccio di sostanze stupefacenti, nasce da un monitoraggio capillare del territorio, supportato da strumenti tecnici e da un’azione sul campo che ha permesso l’identificazione e la ricostruzione dei movimenti di diversi soggetti coinvolti. Esperti nelle indagini, i militari hanno rilevato l’evoluzione delle modalità di contatto tra spacciatori e clienti, spesso agevolate dalle comunicazioni veloci e organizzate.

Il triangolo della droga: aree, modalità di spaccio e strategie adottate

La definizione di “triangolo della droga nel Pavese” si riferisce specificamente a una porzione delle campagne pavesi delimitata dai comuni di Siziano, Vidigulfo e Bornasco. In questi territori, i traffici di cocaina ed eroina sono avvenuti con un sistema particolarmente organizzato e rispetto delle misure di sicurezza volte a eludere i controlli. Gli acquirenti, infatti, potevano mettersi in contatto diretto con i pusher in luoghi prestabiliti, ricevendo dosi già pronte in tempi rapidi e con minimi rischi di essere scoperti.

  • Aree: le campagne tra Siziano, Vidigulfo e Bornasco rappresentavano una zona logistica ideale: ampi spazi, vie di fuga nelle strade secondarie e possibilità di mimetizzarsi in contesti agricoli.
  • Modalità di spaccio: il sistema era basato su contatti diretti “in loco”, richieste tramite messaggi e coordinamento rapido, con spacciatori abituati a cambi continui di posizione. Era inoltre impiegato un approccio gestionale che prevedeva la fornitura logistica agli spacciatori stessi (ad esempio, alimenti in cambio di dosi di sostanza).
  • Strategie adottate: la riduzione del rischio di intercettazione era ottenuta tramite una pianificazione delle comunicazioni e della consegna, oltre a modifiche frequenti nelle abitudini e negli orari degli incontri tra acquirenti e pusher. Anche il pattugliamento delle zone era reso difficile dall’estensione delle campagne e dalla rapidità degli scambi.

La professionalità rilevata nelle modalità di spaccio dimostra come il fenomeno sia stato oggetto di un’evoluzione rispetto alla semplice cessione in strada, portando le forze dell’ordine a elaborare contromisure di tipo sia tecnologico sia operativo.

Risultati dell’operazione: sequestri, arresti e implicazioni giudiziarie

L’azione di polizia condotta ha portato a risultati rilevanti: sono stati sequestrati circa 7 chili tra cocaina ed eroina, una quantità significativa che evidenzia la scala dell’attività illecita in questa area. Oltre alle sostanze, i carabinieri hanno recuperato circa 8.000 euro in contanti, proventi dell’attività di spaccio.

  • Provvedimenti restrittivi: due individui sono stati sottoposti a misure di custodia cautelare: uno, sospettato di occuparsi della logistica e dei rifornimenti interni, si trova agli arresti domiciliari, mentre per l’altro è stato disposto il divieto di dimora nella provincia.
  • Indagati: altri cinque soggetti risultano indagati a piede libero per le medesime ipotesi di reato.