Busto Arsizio, prime tombe all’asta nei cimiteri: Test per valutare la richiesta
Nei principali cimiteri cittadini, per la prima volta, è stata avviata una procedura di asta pubblica relativa a cinque tombe storiche. Tale iniziativa, adottata dall’amministrazione comunale locale e orientata alla trasparenza e all’efficienza nella gestione del patrimonio cimiteriale, si pone come un esperimento per valutare l’effettiva domanda da parte dei cittadini. Questo test risponde alla necessità di dare nuova destinazione a sepolture di pregio che, a seguito della scadenza delle concessioni e della difficoltà di rintracciare gli eredi, sono rientrate nella disponibilità pubblica.
La procedura di assegnazione delle tombe all’asta e la ricerca degli eredi
L’amministrazione comunale ha stabilito procedure precise e trasparenti per assicurare l’assegnazione delle tombe storiche attraverso un’asta pubblica, che coinvolge quattro sepolture presso il Monumentale e una a Sacconago. Le offerte partono da una base minima che varia in funzione del numero di posti disponibili e del valore storico-artistico dei monumenti annessi, con importi dai 6.500 ai 23.000 euro.
- Per partecipare: è necessario presentare la domanda di subentro nella concessione, della durata di 33 anni, tramite posta certificata e versare un deposito cauzionale pari al 20% del valore di base.
- Termini: le richieste devono giungere entro la data indicata nel bando, mentre la stipula e la presa in consegna della concessione vengono supportate da una tempistica precisa, con un termine massimo di 90 giorni dall’assegnazione e previa autorizzazione della Soprintendenza competente.
La normativa vigente, compresa la necessità di coinvolgimento degli organi di tutela come la Soprintendenza alle Belle Arti, rafforza l’impianto regolatorio e assicura la tutela del patrimonio storico e artistico locale. In parallelo, una commissione comunale si impegna da diversi mesi nella ricerca degli eredi dei defunti le cui concessioni risultano scadute, attraverso l’invio di raccomandate: sebbene siano partite oltre 400 comunicazioni, le risposte sono rimaste limitate. Il mancato rinnovo delle concessioni implica la necessità per il Comune di liberare le tombe per consentire la successiva riassegnazione.
Il tema delle cappelle di grandi dimensioni rappresenta una sfida supplementare per le amministrazioni locali, e mostra quanto il recupero e la valorizzazione di questi spazi siano legati non solo a questioni patrimoniali, ma anche a criticità sociali e mutamenti della memoria collettiva legata ai luoghi di sepoltura.
Cambiamenti nelle abitudini funerarie e impatto sulla gestione cimiteriale
Negli ultimi anni si assiste a una marcata evoluzione delle consuetudini funerarie nelle città italiane, tra cui Busto Arsizio. L’aumento delle richieste di cremazione e dispersione delle ceneri, in parallelo alla riduzione delle visite da parte dei familiari più giovani, riduce l’interesse verso tombe familiari tradizionali. La gestione cimiteriale deve quindi adeguarsi: molte amministrazioni, tra cui quella locale, hanno rivisto i piani previsti, rinunciando a grandi ampliamenti o progettazioni di nuovi campi, preferendo la valorizzazione e il recupero del patrimonio esistente.
Tali tendenze sono confermate dai dati nazionali e dalle osservazioni di associazioni di settore, e spiegano la crescente attenzione al recupero delle sepolture storiche, ma anche la necessità di soluzioni innovative nella gestione, per rispondere sia alle mutate esigenze delle famiglie, sia alle sfide poste dalla conservazione dei beni monumentali cimiteriali.
