Immatricolazioni all’università -40mila iscritti. Calo maggiore al Sud Italia

Immatricolazioni all’università -40mila iscritti. Calo maggiore al Sud Italia

7 Giugno 2019 Non attivi Di Luigi Mannini

Almalaurea ha presentato il nuovo rapporto sulle immatricolazioni all’università e scatta subito l’allarme rosso in Italia. La ventunesima edizione ha scattato una fotografia tutt’altro che incoraggiante per il mondo accademico tricolore. I dati parlano di un calo di 40mila iscritti con una percentuale maggiore per le regioni del Sud Italia ancora una volta protagoniste, loro malgrado di una performance tutt’altro che incoraggiante rispetto a quello che accade al Nord.

Ancora in calo le immatricolazioni nelle univetsità italianel

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Il calo delle immatricolazioni nelle università italiane non è certo una notizia sorprendente. Il trend, infatti, dura da qualche anno a questa parte e l’incapacità di porvi rimedio può diventare un problema molto serio per la competitività dell’azienda Italia. Il fenomeno presenta alcuni aspetti che fanno propendere per un pizzico di ottimismo, ma sul medio periodo c’è poco da stare allegri. Il calo di quaranta mila immatricolazioni vuol dire che in pratica è come se un istituto universitario di medie dimensioni abbia chiuso i battenti. Non certo una notizia incoraggiante.

Università, la situazione generale

L’Università italiana dunque sta attraversando una situazione molto complessa e difficile. Per quanto riguarda la situazione generale i dati parlano di un 32% e il 22,4% di laureati che provengono da nuclei di classe media, rispettivamente impiegatizia e autonoma, per il 22,4% da famiglie di più elevata estrazione sociale e per il 21,6% da famiglie in cui i genitori svolgono professioni esecutive. La percentuale dei laureati di più elevata estrazione sociale sale al 33% fra i laureati magistrali a ciclo unico. Il quadro generale evidenzia che a laurearsi senza troppe difficoltà è colui che proviene da una situazione familiare tranquilla ed economicamente stabile.

Il calo più evidente al Sud Italia

Il calo più evidente di immatricolazioni all’università si registra dunque nelle regioni del Sud Italia dove si registra un meno ventisei per cento rispetto all’anno precedente. Un altro primato che le regioni del Mezzogiorno vorrebbero non aver mai raggiunto. Significa che se prima del 2013/14 si immatricolavano in quattro, dopo si sono lanciati nella formazione superiore in tre Il calo più evidente, e nemmeno questa purtroppo è una sorpresa, si registra al Sud Italia.

Il 97,2% di chi si diploma al Nord ci resta per l’università. Anche chi si è laureato al Centro rimane in zona, per l’87,8% dei casi. Al Sud e nelle isole, invece, il fenomeno migratorio continua a essere significativo. Vuol dire che l’offerta, a torto o a ragione, non viene considerata valida o propedeutica a buone prospettive di lavoro: il 26,4% decide infatti di conseguire la laurea in atenei del Centro e del Nord, ripartendosi equamente tra le due destinazioni. Chi viene dall’estero sceglie infine il Centro-Nord per il 90%. In questo caso la sentenza la raccontano i numeri: il saldo è pari a +21,2% al Nord, a +21,4% al Centro e a -24,3% al Sud. Questo significa che pe regioni del Sud Italia perdono un diplomato su quattro.