Le famiglie italiane spendono meno, ma quelle ricche cinque volte in più delle povere

Le famiglie italiane spendono meno, ma quelle ricche cinque volte in più delle povere

12 Giugno 2019 Non attivi Di Luigi Mannini

I dati Istat recentemente diffusi hanno confermato una sensazione: e cioè che le famiglie italiane spendono meno rispetto al passato. Conseguenza di una crisi che in Italia non accenna ad allentare la sua presa, soprattutto sulle fasce sociali più deboli. A leggere bene i dati pubblicati dall’Istituto di statistica, infatti, si comprende benissimo come se è vero che le famiglie italiane spendono di meno, quelle più ricche comunque hanno una capacità cinque volte superiore a quelle meno abbienti. La spending review dunque continua, ma i risultati almeno per il momento non sono del tutto incoraggianti.

Le famiglie italiane ricche spendono cinque volte di più delle povere

Le famiglie italiane spendono meno

In valore assoluto non è poi nemmeno poi tanto vero che le famiglie italiane, nel 2018, hanno speso meno dell’anno precedente. La spesa media è infatti ferma a 2.571 euro al mese, secondo i dati Istat, pienamente allineati a quello che accadeva nel 2017.

Ma il dato non deve ingannare perché intanto i prezzi delle merci sono aumentati facendo calare, dunque, il potere d’acquisto delle famiglie italiane. In termini statistici questo significa che per la prima volta da cinque anni a questa parte, al netto dell’inflazione, i consumi medi hanno registrato un calo che sfiora l’uno per cento attestandosi allo 0,9%

In sette anni persi 60 miliardi di consumi

Coldiretti ha calcolato che negli ultimi sette anni sono stati persi ben sessanta miliardi di euro alla voce consumi. Frutto avvelenato della crisi economica scoppiata nel 2008 e che nel 2011 ha avuto una sorta di ritorno di fiamma. Lasciando macerie ovunque, soprattutto tra gli strati sociali più deboli che si sono visti erodere lentamente, ma inesorabilmente, il proprio potere d’acquisto. Questa spending review ha raggiunto un livello talmente elevato che anche le spese legate alla salute soono finite nel calderone.

Divario Nord Sud

Il divario che sta prendendo sempre più corpo richiama perfettamente quello tra Nord e Sud che ha dato luogo alla celeberrima Questione Meridionale che, a quanto pari, è ancora di la dal risolversi. Al Sud sulla salute ha provato a spendere meno ben una famiglia su quattro, mentre la quasi totalità ha risparmiato su abbigliamento, cibo e altri comparti. Una tendenza che riguarda un po’ tutta Italia ma con differenze evidenti. Come gli ottocento euro mensili di differenza tra i consumi delle famiglie che risiedono nelle regioni del Nord Ovest da quelle che vivono nelle Isole.

Le famiglie ricche spendono cinque volte in più delle povere

A questo divario si aggiunge quello di natura schiettamente economica. Non è solo il Nord a spendere, in media, più del Sud. Ma anche all’interno di questo divario se ne innesta un’altra che pure non lascia dormire sogni tranquilli.

Le famiglie ricche, infatti, spendono cinque volte in più rispetto al quelle povere. Le famiglie di imprenditori e liberi professionisti, vantano in media consumi che superano, seppur di poco, i quattromila euro mensili. Le famiglie di operai, che spesso di questi tempi, contano anche persone che un lavoro non ce l’hanno spendono una cifra media mensile per i consumi ben al di sotto dei duemila euro. Le famiglie benestanti spendono di più per il tempo libero e la moda, mentre in quelle con minori consumi più di un quinto della spesa è assorbito dal cibo.