Lecco, allarme violenza sanitaria: oltre la metà dei medici e infermieri vittime di aggressioni

Lecco, allarme violenza sanitaria: oltre la metà dei medici e infermieri vittime di aggressioni

12 Marzo 2026 Off Di Valentina Costantino

L’emergere di episodi di aggressività e minacce nei confronti dei professionisti della salute rappresenta uno dei problemi più sentiti nell’area lecchese. Nel corso dell’ultimo anno, numerose segnalazioni di violenze verbali e fisiche, in particolare ai danni di medici e infermieri, hanno suscitato profonda preoccupazione tra gli addetti ai lavori e all’interno della comunità. I dati che emergono dalle recenti indagini fotografa una realtà preoccupante: una percentuale significativa del personale sanitario locale è stato vittima di comportamenti ostili durante l’attività lavorativa. Questo fenomeno mina sia il senso di sicurezza degli operatori sia la qualità dell’assistenza prestata all’utenza.

Dati allarmanti e impatto sulla qualità dei servizi sanitari

I risultati delle rilevazioni effettuate dagli Ordini professionali della zona mettono in luce un quadro di forte criticità all’interno delle strutture sanitarie del territorio. Secondo le ultime survey, circa due terzi dei medici e il 40% degli infermieri hanno subito una qualche forma di violenza durante lo scorso anno, con episodi che spaziano dagli insulti verbali alle aggressioni fisiche. Per molti operatori i fatti avvengono non solo nei reparti ospedalieri, ma anche negli ambulatori, in sala d’attesa, durante interventi d’emergenza in strada e persino nelle visite domiciliari.

Il fenomeno della violenza sanitaria su medici e infermieri a Lecco mostra risvolti che vanno ben oltre il semplice aspetto della sicurezza sul lavoro. Secondo Fabio Fedeli, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche lecchese, “oltre un terzo del personale infermieristico ha dichiarato di aver valutato l’idea di abbandonare la professione a seguito delle ripetute aggressioni”, sottolineando quanto il clima di insicurezza e la continua esposizione a situazioni di minaccia inviino onde d’urto su motivazione, serenità e rapporto fiduciario con i pazienti.

I dati evidenziano inoltre che, nella maggior parte dei casi, gli episodi non vengono segnalati formalmente alle autorità o agli organi di controllo; il vissuto intimidatorio e il senso di precarietà permangono a lungo, alimentando un clima di sfiducia e generando un impatto diretto sull’attività clinica. Ne risentono la qualità dell’assistenza e la capacità degli operatori di gestire con professionalità e empatia le relazioni con i malati e con i familiari. A livello sistemico, viene meno uno dei pilastri della relazione di cura: la fiducia reciproca tra cittadini e sistema sanitario.Soluzioni, prevenzione e la risposta delle istituzioni sanitarie

Alla luce di questi dati, gli Ordini delle Professioni Infermieristiche e dei Medici di Lecco hanno attivato iniziative mirate a promuovere sicurezza e sensibilizzazione. In occasione della Giornata nazionale dedicata al tema, sono stati organizzati momenti formativi e di confronto, coinvolgendo esperti nella gestione delle aggressioni e nel rafforzamento delle competenze relazionali e organizzative necessarie per prevenire tali eventi.

Nell’ambito delle strategie adottate per contrastare la diffusione del fenomeno, rientrano:

  • L’implementazione di percorsi formativi con l’ausilio delle forze dell’ordine per fornire strumenti operativi e psicologici agli operatori;
  • L’attivazione di un tavolo permanente di confronto tra istituzioni, professionisti e rappresentanti dei cittadini;
  • L’adozione di protocolli di prevenzione negli ambienti ad alto rischio, come pronto soccorso e reparti affollati;
  • La promozione della cultura della segnalazione e della presa in carico degli episodi di violenza anche attraverso sportelli di ascolto e supporto psicologico.