Lecco, patrimonio industriale in pericolo: si discute il futuro della trafileria del ‘700

Lecco, patrimonio industriale in pericolo: si discute il futuro della trafileria del ‘700

11 Maggio 2026 Off Di Valentina Costantino

La città di Lecco vanta una ricca eredità di archeologia industriale che, negli ultimi decenni, rischia di essere dimenticata. Tra gli esempi più emblematici, un piccolo edificio settecentesco situato a Laorca rappresenta uno degli ultimi testimoni di una tradizione metallurgica che ha modellato la storia locale. Le tracce di queste attività, sopravvissute a cambiamenti urbanistici e abbandoni, raccontano di un legame profondo tra territorio, lavoro e ingegno, imponendo una riflessione attuale sul valore della memoria produttiva lecchese.

Storia e importanza della trafileria del ‘700 a Laorca

Sulle rive del torrente Gerenzone, nel cuore della località Campovai, sorge un edificio che, sin dalla metà del XVIII secolo, ha attraversato generazioni e mutamenti sociali. Originariamente proprietà di Carlo Mazzucconi “Mainino”, la struttura passò a figure di spicco dell’industria locale, come Giovanni Battista Airoldi del Paradiso di Rancio, la cui famiglia svolse un ruolo centrale nell’evoluzione delle attività metallurgiche lecchesi. Gli Airoldi proseguirono il lavoro fino al Novecento, partecipando allo sviluppo di competenze che resero il territorio un vero punto di riferimento per la lavorazione dei metalli.

Oltre all’aspetto economico, la trafileria riveste un potente valore identitario. Gli spazi di lavoro, rimasti intatti dopo la chiusura avvenuta negli anni Sessanta, custodiscono ancora oggi le testimonianze materiali di secoli di fatica e innovazione: banchi da trafila in legno, solai e macchinari esprimono l’abilità di uomini e donne che hanno costruito la storia della città.

L’importanza di questo luogo è stata riconosciuta già negli anni Novanta, quando Comune e Musei Civici inserirono la trafileria tra le “emergenze” dell’archeologia industriale locale. Tuttavia, nonostante questi riconoscimenti e numerosi tentativi di valorizzazione, la funzione sociale e culturale di questa realtà rischia di rimanere confinata ad una memoria privata, se non si interviene per restituirne il valore all’intera collettività.

Il rischio di perdita e le iniziative per la tutela della trafileria

Negli ultimi anni, la situazione della trafileria ha destato forte preoccupazione. Dopo decenni di trascuratezza, il crollo del tetto ha accentuato la vulnerabilità del sito, rendendo evidente la necessità di azioni tempestive per contrastare il degrado. Grazie all’impegno dell’associazione Officina Gerenzone si sono avviate operazioni di messa in sicurezza: tra le iniziative più significative, la copertura dei delicati banchi da trafila e l’alleggerimento dei solai.

Per favorire il confronto tra enti, tecnici e rappresentanti istituzionali e per condividere i prossimi passi verso il recupero e la valorizzazione del sito, é previsto un incontro pubblico “Emergenza Gerenzone – Una trafileria di tre secoli da salvare!”, in programma martedì 12 maggio alle ore 21 presso Otolab,