L’Istat dice che gli occupati in Italia tornano a salire. Ma resta il divario tra Nord e Centro Sud

L’Istat dice che gli occupati in Italia tornano a salire. Ma resta il divario tra Nord e Centro Sud

13 Giugno 2019 Non attivi Di Luigi Mannini

La notizia, probabilmente, qualche anno fa non sarebbe stata accolta con così tanta soddisfazione. Eppure di questi tempi tutto fa brodo e l’ultima rilevazione dell’Istat in merito all’occupazione in Italia, ha di fatto certificato che, nel Belpaese, dopo due segni meno consecutivi, finalmente nel primo trimestre del 2019 gli occupati tornano a salire. Di uno striminzito 0,1%, pari ad un incremento di circa venticinquemila unità, ma comunque una boccata di ossigeno in questa congiuntura così complessa per l’economia italiana.

La crescita è stata più solida se si prendono in considerazione i dati del primo trimestre dello scorso anno con 144mila occupati in più che equivalgono a un +0,6% su base annua. Ma, a fronte di questa notizia, resta intatto il divario tra un Nord che, seppure tra mille difficoltà ha ripreso a percorrere il sentiero virtuoso della crescita e le regioni del Centro Sud ferme purtroppo ancora al palo.

Cresce l’occupazione in Italia, lo dice l’Istat. Ma resta il divario tra Nord e Centro-Sud

Gli occupati in Italia tornano a salire, lo dice l’Istat

Gli occupati dunque in Italia tornano a salire nel primo trimestre del 2019 dopo i due segni negativi registrati negli precedenti due. Lo dice l’Istat che ha pubblicato i dati anche sulla tipologia dei contratti attivati. E anche da questo punto di vista le notizie sono positive. È stata rispettata la tendenza in atto negli ultimi mesi, della crescita dei contratti a tempo indeterminato, con un aumento dello 0,3% e 47mila unità e di quelli indipendenti. Calano invece quelli a tempo determinato.

Il confronto con il 2018

Il dato pubblicato dall’Istat è ancora più positivo se lo si confronta con quello che accadeva di questi tempi nel 2018. Rispetto ad un anno fa infatti la crescita dell’occupazione è ancora più marcata con un totale 144mila nuove unità inserite nel mondo del lavoro (+0,6 per cento su base annua) divisi tra lavoratori dipendenti e non. Tra le altre cose che si desumono analizzando i dati di flusso le regioni meridionali registrano percentuali negative anche per quanto riguarda la permanenza media nell’occupazione.

Cresce la domanda di lavoro

Questo significa che, soprattutto tra quella fascia di popolazione compresa tra i 55 e i 64 anni, perdono la loro occupazione uscendo lentamente ma inesorabilmente dal mondo del lavoro. Dal lato delle imprese, prosegue la crescita della domanda di lavoro, con un aumento delle posizioni lavorative dipendenti dello 0,5% sul trimestre precedente e dell’1,7% su base annua, sintesi della crescita sia dell’industria sia dei servizi.

Crescita occupazione in Italia, resta divario Nord-Centro Sud

La crescita dell’occupazione in Italia è dunque ripartita nel primo trimestre del 2019, come ha certificato l’Istat rendendo pubblici i dati. Dopo due trimestri consecutivi chiusi con il segno meno, si tratta senza dubbio di una buona notizia. Ma, scavando più a fondo ci si accorge che resta invariato il divario tra un Nord che anche se a fatica prova a ripartire con un +1,4 per cento, invece un Centro Sud che resta fermo al palo. Le regioni meridionali, per il secondo trimestre consecutivo, vedono un calo dell’occupazione.