Mancano infermieri, rischi aumentati per pazienti ricoverati in reparti pediatria

Mancano infermieri, rischi aumentati per pazienti ricoverati in reparti pediatria

18 Giugno 2019 Non attivi Di Luigi Mannini

La vicenda è di quelle serie. Quando si ha a che fare con la salute non si scherza. A maggior ragione se mancano infermieri in un reparto così delicato come quello di pediatria. E intanto i rischi connessi al normale funzionamento dei reparti di pediatria in Italia sono molto concreti.

Al di là delle tante parole che si sprecano quotidianamente, la realtà è che i reparti di pediatria sono sotto organico. Mancano gli infermieri e questo può avere, anzi ha sicuramente, ripercussioni sulla possibilità che i pazienti ricoverati nei reparti di pediatria, possano ricevere un’assistenza adeguata.

Tanti i rischi per la mancanza di infermieri nei reparti di pediatria

Rischi aumentati per pazienti

E che si tratti di un rischio concreto è possibile comprenderlo anche andando a vedere da dove parte l’allarme. È stata infatti la stessa Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche a porre l’accento su una questione che sembra non interessare granché e che fino al momento della segnalazione veniva ignorato.

Gli standard di sicurezza impongano che il rapporto tra infermieri e pazienti debba essere al massimo di uno a quattro. Oggi la media è di uno a 6,6. In questo modo il rischio di mortalità a trenta giorni aumenta del 7% per ogni piccolo paziente.

Con due pazienti e mezzo in più arriva al 17-18%. Sommando poi i dati delle attività infermieristiche mancate, il rischio di mortalità per i bambini ricoverati arriva al 25-26%. Dati che dovrebbero fare riflettere.

Mancano infermieri in reparti pediatria

Ma non basta. Il fatto che manchino gli infermieri nei reparti di pediatria apre scenari ancora più complessi. Basti pensare che gli infermieri presenti devono sobbarcarsi anche il lavoro dei colleghi che non ci sono e sono costretti anche a svolgere mansioni che non rientrano specificamente nei loro compiti.

Come per esempio reperire i materiali necessari, oppure sbrigare pratiche burocratiche che aumentano il carico di lavoro e sottraggono tempo che invece andrebbe dedicato ai piccoli pazienti presenti nei reparti di pediatria. Ed in queste condizioni, con un carico di lavoro eccessivo che si traduce in stress, il “Burnout”, ovvero la sindrome da esaurimento emozionale è dietro l’angolo.

Infatti, colpisce il 32% degli infermieri che, come ha avuto modo di sottolineare anche il presidente della Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere Francesco Ripa di Meana, svolgono un ruolo fondamentale senza il quale il Servizio sanitario nazionale sarebbe già naufragato da un pezzo.

Rischi aumentati in reparti pediatria

Ecco perché sono aumentati i rischi per i pazienti dei reparti di pediatria in Italia. La carenza di personale infermieristico potrebbe causare danni ancora maggiori se non si corre subito ai ripari. I disagi creati nei pazienti a volte sfociano in attacchi verbali e fisici nei confronti di medici e infermieri.

È opportuno fare l’esempio, l’ultimo in ordine cronologico, del caso registrato a Milano qualche giorno fa. Due pazienti, esasperati dopo dodici ore di attesa nel Pronto soccorso del ospedale Fatebenefratelli, hanno sputato e minacciato di morte un infermiere. Non una notizia da lasciar dormire sogni tranquilli.