Pistoia, sequestrati 4 centri massaggi: giro di prostituzione con 20 donne cinesi

Pistoia, sequestrati 4 centri massaggi: giro di prostituzione con 20 donne cinesi

16 Aprile 2026 Off Di Valentina Costantino

L’azione coordinata dalle autorità investigative nei confronti di diversi centri massaggi situati tra Pistoia e Agliana ha recentemente portato alla luce un articolato fenomeno di sfruttamento. In seguito a un’indagine durata sei mesi, quattro strutture sono state poste sotto sequestro, ponendo fine a un’attività illecita che coinvolgeva circa venti donne di nazionalità cinese. Il caso ha destato notevole attenzione anche per la capacità delle organizzazioni coinvolte di mascherare le attività illegali con la parvenza di servizi di benessere.

Il sistema illecito: modalità operative e ruoli nei centri massaggi

L’apparenza lecita dei centri massaggi rappresentava l’elemento principale utilizzato dai gestori, cittadini cinesi risiedenti nella provincia di Prato, per occultare le attività realmente svolte al loro interno.
Tra le strategie adottate, particolare rilievo è stato dato:

  • All’avvicendamento di circa venti donne cinesi, impiegate a rotazione nei locali per brevi periodi
  • Allo sfruttamento economico del lavoro, realizzato attraverso la gestione centralizzata degli incassi e la pubblicità dei servizi su siti web di annunci specialistici
  • Alla capacità dei gestori di fornire una copertura formale con attività apparentemente dedicate al benessere, mentre la reale finalità era la promozione e l’esercizio della prostituzione

I responsabili della rete organizzavano le turnazioni delle donne, curavano la logistica degli spostamenti e prendevano accordi con i clienti tramite annunci specifici. I pagamenti avvenivano in contanti e valuta estera. All’interno dei locali, sono stati sequestrati materiali informatici e telefoni cellulari che, secondo gli inquirenti, costituirebbero prove rilevanti per definire ulteriormente l’organigramma e le responsabilità all’interno delle strutture. I protagonisti di questa gestione sono due connazionali, residenti a Prato, che secondo le indagini coordinavano tutte le fasi operative e promozionali.

Un elemento emerso dagli approfondimenti riguarda inoltre la presenza di almeno una cittadina straniera priva di permesso di soggiorno, per la quale sono state avviate dall’autorità competente le procedure di espulsione, evidenziando anche ipotesi di violazione degli articoli 3 e 4 della Legge n. 75/1958 contro il favoreggiamento e lo sfruttamento della prostituzione.

Risultati delle indagini e azioni delle forze dell’ordine

L’intervento compiuto dal Nucleo operativo e radiomobile dei Carabinieri della Compagnia di Pistoia, affiancato dalla collaborazione di personale della Compagnia di Prato per le perquisizioni, ha rappresentato l’esito di un’attenta attività investigativa avviata dalla Procura. Tra le misure adottate figurano:

  • Il sequestro di quattro immobili individuati come centri operativi del sistema illecito
  • La confisca di 52.150 euro in contanti, oltre a valuta estera, 14 telefoni cellulari e un computer portatile
  • L’avvio delle analisi sul materiale informatico e telefonico recuperato, utile per ulteriori dettagli sugli scambi e la rete di promozione

A differenza delle attività formali dichiarate, le strutture ora sotto sigillo risultavano parte integrante di una rete strutturata, capace di eludere controlli grazie a sistemi di promozione discreta ma efficace, principalmente attraverso il web.