Prendere la patente costerà di più, in arrivo i rincari. Scoppia la polemica

Prendere la patente costerà di più, in arrivo i rincari. Scoppia la polemica

6 Settembre 2019 Non attivi Di Luigi Mannini

La doccia fredda è arrivata all’improvviso e per coloro che sono in procinto di prendere la patente il destino è ormai segnato. Prendere la patente, infatti, costerà di più perché le lezioni di teoria e di guida non godranno più del regime di esenzione dell’Iva. Questo significa che i rincari che sono in arrivo spingeranno verso l’alto il costo che subirà una maggiorazione pari al valore dell’iva, ovvero il 22% in più. La decisione è stata presa dall’Agenzia delle Entrate che con la pubblicazione di questa risoluzione ha inteso ricordare che secondo una sentenza emessa dalla Corte di Giustizia dell’Ue nel 2019 le lezioni di scuola guida devono essere soggette all’imposta in quanto non rientrano nell’ambito scolastico.

Prendere la patente costerà di più

Prendere la patente costa di più. Scoppia la polemica

Scoppia dunque la polemica dopo la diffusione della notizia che prendere la patente di guida costerà di più a causa della decisione dell’Agenzia delle Entrate di dar esecuzione a quanto stabilito dalla Corte di Giustizia dell’Ue, ovvero che le lezioni di scuola guida non possono ricevere il beneficio dell’esenzione dall’Iva che oggi è attestata al 22%.

Ad aprire il fuoco delle polemiche le autoscuole di Confarca, che hanno annunciato una mobilitazione dopo aver posto l’accento sulla retroattività del provvedimento per le ultime cinque annualità fiscali. Questo significa che le autoscuola dovranno provvedere di tasca loro non potendo imporre tasse ai loro ex allievi. C’è inoltre preoccupazione anche per il rischio che i giovani vengano in qualche modo allontanati dal proposito di sostenere l’iter necessario a conseguire la licenza di guida.

Esame patente di guida, in arrivo i rincari. Autoscuole in fermento

L’esame della patente di guida, quindi costerà di più rispetto al passato a causa dei rincari previsti dopo la decisione, avvenuta con una risoluzione adottata il 2 settembre, dell’Agenzia delle Entrate di adeguarsi a quanto ha stabilito la Corte di Giustizia dell’Ue. Ovvero che le lezioni di scuola guida devono essere soggette all’imposta perché non rientrano nell’ambito scolastico. A preoccupare di più le autoscuole che infatti vivono ore di fermento, c’è l’aspetto della retroattività che riguarda gli anni che vanno dal 2015 ad oggi. La manovra interessa anche tutti coloro che hanno conseguito le patenti B e C1 dopo l’1 Gennaio 2015. Le autoscuole potrebbero chiedere agli allievi passati l’integrazione della cifra versata per i corsi di scuola guida pregressi che è pari al 22%. Ma certo non sarà un’impresa facile ed il rischio è quello di rimetterci i soldi dalle proprie tasche.