Quasi 300 Comuni falliti: la crisi delle città e le difficoltà a riscuotere i tributi

Quasi 300 Comuni falliti: la crisi delle città e le difficoltà a riscuotere i tributi

7 Maggio 2019 Non attivi Di Luigi Mannini

Sono quasi 300 i Comuni italiani falliti. Questa è l’impietosa fotografia scattata dalla Corte dei Conti che inchioda alle proprie responsabilità un paese che appare stanco e pericolosamente in equilibrio sull’orlo del baratro. Le uniche regioni nelle quali non si registrano casi di comuni con gravi difficoltà di bilancio sono la Sardegna, la Valle d’Aosta, il Trentino Alto Adige, il Friuli Venezia Giulia ed il Veneto. Sul banco degli imputati gli effetti della crisi finanziaria che ancora fanno sentire la loro presenza nell’economia reale e si traducono in un sempre minore trasferimento di risorse dallo Stato centrale agli enti locali.

La crisi delle città in deficit finanziario

La crisi delle città italiane, di natura squisitamente economico-finanziaria, esplode nel 2018 quando sono ben 72 Comuni a denunciare gravi difficoltà finanziarie. Di questi la maggioranza (cinquantotto) sono ubicati al Sud e nelle Isole, mentre Nord e Centro si attestano entrambi sui sette casi. Di queste situazioni ben trenta si sono concluse con l’attivazione della procedura dissesto, mentre negli altri casi i comuni hanno dovuto sottoscrivere la procedura di riequilibrio dei conti. Operazioni che, ovviamente, ricadono direttamente sui cittadini che si stimano essere in totale più di un milione e mezzo. Questa cifra non tiene conto degli otre quattrocentomila abitanti di Terni e Catania, interessati da procedure di dissesto e degli oltre duecentocinquanta mila abitanti per alcuni centri della Puglia che hanno attivato la procedura di riequilibrio e Sesto San Giovanni con 80.000 cittadini.

Anche Roma tra i 300 comuni in crisi

Comuni falliti le difficoltà a riscuotere i tributi

I Comuni sono falliti anche a causa della difficoltà di riscuotere i tributi. Milazzo, Reggio e Vibo, Messina, Catania sono solo gli esempi più eclatanti di Comuni italiane di medie e grandi dimensioni a dovere fare i conti con pesanti difficoltà di bilancio. Di certo la situazione più preoccupante è quella di Roma che rappresenta un altro nodo delicato vista anche la recente presa di posizione del Ministro dell’Interno che ha in pratica bocciato la proposta di inserire il ‘salva Roma’ nel Dl crescita, rischiano la bancarotta città metropolitane come Napoli insieme a tantissime altre, di piccole ma anche di medie dimensioni.

Crisi dei 300 Comuni qualche buona notizia

La crisi che sta mettendo a dura prova circa 300 Comuni italiani, tra cui anche Napoli non può sottrarre però spazio a qualche buona notizia. Come quella che evidentemente, la stragrande maggioranza delle amministrazioni municipali italiane sono riuscite a presentare bilanci in ordine evitando così questa gogna. Purtroppo il disavanzo accumulato dalla piccola parte che non ha fatto fino in fondo il proprio dovere ammonta alla cifra monstre di più di due miliardi e mezzo di euro. Maglia nera in questa speciale classifica la Calabria, dove secondo i dati registrati un anno fa, erano 41 i comuni in dissesto e 54 in riequilibrio su un totale di 409. Segue la Sicilia con 86 comuni su 390, e la Campania con 44 realtà in dissesto e 32 in procedura di riequilibrio, su un totale di 551.