Referendum, violano il voto segreto: foto alla scheda, due denunciati a Catanzaro

Referendum, violano il voto segreto: foto alla scheda, due denunciati a Catanzaro

23 Marzo 2026 Off Di Valentina Costantino

Durante le recenti consultazioni referendarie sulla giustizia tenutesi a Catanzaro, sono emerse alcune irregolarità che hanno sollevato nuovamente il tema della tutela della segretezza del voto. Due cittadini sono stati denunciati per aver scattato delle fotografie alla propria scheda durante le operazioni di voto nella sezione 31 di via Broussard. Tale comportamento, vietato dalla normativa italiana, ha comportato l’immediato annullamento delle preferenze espresse e un puntuale intervento delle autorità preposte alla vigilanza dei seggi.

Dinamica dell’episodio e ruolo delle autorità al seggio

L’irregolarità è stata individuata grazie all’attenzione dei componenti dell’Ufficio Elettorale di sezione, che hanno notato comportamenti anomali ai danni della procedura di voto. In particolare, il presidente del seggio ha prontamente riconosciuto i segnali sospetti – movimenti insoliti all’interno della cabina elettorale e suoni riconducibili all’uso di dispositivi elettronici – e ha immediatamente richiesto l’intervento dei Carabinieri. I militari dell’Arma, giunti tempestivamente presso il seggio, hanno proceduto all’identificazione dei due soggetti coinvolti e, dopo le necessarie verifiche, hanno formalizzato una denuncia a piede libero nei confronti dei due elettori.

Secondo la procedura vigente, il materiale elettronico è stato sottoposto a controllo; le schede interessate sono state sequestrate e dichiarate nulle come da disposizioni di legge, assicurando così la prosecuzione delle operazioni elettorali in condizioni di piena regolarità.

Violazione della segretezza del voto: implicazioni legali e sanzioni

L’utilizzo di dispositivi idonei a fotografare la scheda votata rappresenta una violazione esplicita della normativa in materia di consultazioni elettorali in Italia. La legge 43 del 2008 vieta in modo tassativo l’introduzione di cellulari, smartphone o apparecchiature similari all’interno delle cabine al fine di garantire la libertà e la segretezza dell’espressione di voto. Chiunque trasgredisca questa norma, come accaduto nella sezione 31 di Catanzaro, è soggetto a procedimento penale e all’annullamento del proprio voto.

  • Annullamento immediato della scheda e perdita del diritto di voto riferito a quella consultazione.
  • Segnalazione alla Procura della Repubblica e iscrizione nel registro degli indagati per violazione dell’articolo 1 della legge 43/2008.
  • Sanzioni correlate che possono includere il sequestro dei dispositivi e procedure amministrative ulteriori.

La ratio di queste regole si concentra sulla protezione del principio di libertà dell’elettore e sulla prevenzione di eventuali pressioni o ricatti connessi alla divulgazione del voto. Il caso di Catanzaro richiama, quindi, l’importanza del rispetto delle normative che tutelano la democrazia e la privacy elettorale.