Il comitato cittadino San Michele-San Martino ha raccolto 400 firme in poche ore contro i data center a Rho. Intanto, una rete di associazioni sta preparando un corteo per chiedere che i nuovi progetti vengano fermati. L’appuntamento è per sabato alle 14.30 in piazza della stazione ferroviaria. Gli organizzatori annunciano una manifestazione pacifica, aperta ai residenti dell’hinterland.
La contestazione va oltre il singolo impianto previsto in via Moscova. I promotori chiedono una moratoria e una valutazione ambientale strategica, un esame che consideri gli effetti complessivi della presenza di più strutture nella stessa area. A loro giudizio, le procedure condotte progetto per progetto non sono sufficienti a misurare l’impatto sul territorio nel suo insieme.
La protesta e i progetti nel Rhodense
Alla mobilitazione hanno aderito l’Osservatorio Datacenter comitato rhodense, il centro sociale Sos Fornace, il comitato di quartiere San Michele-San Martino e il circolo di Rifondazione Comunista. La rete solleva preoccupazioni per le possibili conseguenze ambientali e sociali e contesta che il territorio venga trasformato in un polo per le Big Tech. La richiesta è di esaminare gli effetti cumulativi prima che i progetti facciano altri passi avanti: l’attenzione, quindi, è rivolta alla somma degli impatti, non soltanto alle singole iniziative.
Al centro della protesta c’è il data center previsto nell’area dismessa degli stabilimenti Nilit e Radici, in via Moscova, attraverso un Piano Attuativo. Secondo gli organizzatori, i progetti nella sola Rho sono tre, mentre nei comuni vicini sarebbero circa una decina. Per i singoli interventi, però, le informazioni disponibili non indicano la superficie, la potenza informatica, il fabbisogno di energia e acqua, il consumo di suolo o i posti di lavoro attesi. Mancano dunque elementi per confrontare le dimensioni dei progetti e quantificarne l’impatto sulla base dei dati resi noti.
Nel quadro territoriale descritto dai promotori, a Pregnana Milanese sono previsti tre impianti. A Settimo Milanese viene indicata l’area ex Italtel, al confine con Cornaredo, insieme ad altri due siti industriali dismessi. Tra Rho e Pero sono in corso l’iter urbanistico e la valutazione di impatto ambientale per il progetto Amazon. I promotori citano anche interventi a Bollate e Cesate. Per nessuno di questi siti, tuttavia, la notizia specifica quali autorizzazioni siano già state rilasciate o quali siano le date previste per le decisioni.
Iter, Comune e prossimi passaggi
Per il progetto Amazon tra Rho e Pero sono ancora in corso la valutazione ambientale e l’iter urbanistico. Per il data center di via Moscova è indicata la procedura del Piano Attuativo, ma non sono specificate le fasi già completate. Non è stata comunicata una data per i prossimi passaggi amministrativi.
Il sindaco di Rho Andrea Orlandi ha dichiarato in un videomessaggio di rappresentare i cittadini e di avere a cuore ambiente e salute. I comitati chiedono una moratoria e una valutazione ambientale strategica, che consideri gli effetti cumulativi dei progetti nell’area. Gli esiti degli iter in corso chiariranno quali interventi potranno procedere e a quali condizioni.

