Savona, gara pubblica per il recupero dell’ex sede dell’Autorità portuale

Savona, gara pubblica per il recupero dell’ex sede dell’Autorità portuale

24 Gennaio 2026 Off Di Valentina Costantino

L’avvio della procedura di gara pubblica per il rilancio dello storico edificio di Via dei Calafati 16 segna una tappa determinante verso la riqualificazione urbana e portuale di Savona. La struttura, un tempo fulcro amministrativo dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, è rimasta inagibile dopo il grave incendio del 2018. Oggi, la pubblicazione dell’appalto di progettazione rappresenta l’importante passaggio che avvicina la restituzione di uno spazio profondamente connesso all’identità cittadina e all’ecosistema logistico portuale.

Le fasi di recupero: dalla bonifica alla progettazione dell’ex sede

Il percorso di valorizzazione dell’ex sede dell’Autorità portuale prevede una serie di interventi tecnici distinti e coordinati, cruciali per garantire qualità, sicurezza e sostenibilità. Le azioni sono state pianificate osservando pienamente le normative ambientali e di sicurezza vigenti, come da Codice degli Appalti pubblici (D.Lgs. 36/2023).

  • Bonifica e strip out: a partire da maggio 2025, specialisti hanno eseguito le operazioni di strip out, rimuovendo oltre 25 tonnellate di materiali danneggiati tra ferro e cartongesso, residuati dall’incendio. Il materiale è stato successivamente insaccato e trasportato secondo protocollo verso centri autorizzati, assicurando la massima tutela per l’ambiente e la salute pubblica.
  • Analisi strutturali e demolizioni selettive: conclusa la bonifica, si è proceduto con una valutazione statica della struttura per identificare le porzioni recuperabili. Le demolizioni hanno interessato esclusivamente i componenti irreparabili, preparando così il consolidamento delle fondamenta esistenti.
  • Progettazione di fattibilità tecnico-economica: la gara pubblica recentemente pubblicata riguarda l’affidamento del progetto di fattibilità. Il bando, di importo pari a 724.098,88 euro, prevede, in opzione, anche le figure di Coordinatore della Sicurezza, Direttore Operativo e Ispettore di Cantiere. Una scelta volta a favorire trasparenza, rapidità e integrazione tra le fasi di progettazione ed esecuzione, per ottenere un edificio moderno, resiliente e pienamente integrato nei suoi nuovi usi.

Tutte le informazioni tecniche, i criteri di valutazione e i documenti ufficiali di gara risultano consultabili nelle piattaforme telematiche dell’ente, in totale coerenza con i principi dell’Amministrazione Trasparente. L’obiettivo progettuale rimane quello di usare soluzioni costruttive efficienti, sostenibili e aggiornate ai più recenti standard tecnici. Il termine per la presentazione delle offerte è fissato alle ore 10:00 del 2 marzo 2026.

Implicazioni per la città di Savona e la comunità portuale

Il ritorno in attività dell’edificio ex sede dell’Autorità portuale esplica effetti positivi sia sull’organizzazione interna dell’ente che sul tessuto socioeconomico savonese. Da una parte, gli uffici territoriali e i servizi tecnico-nautici potranno contare su spazi moderni, sicuri e funzionali, in linea con le esigenze degli operatori e con le nuove pratiche di gestione portuale. Dall’altra, l’integrazione dell’immobile con il tessuto urbano offrirà opportunità concrete per la creazione di nuovi servizi, la crescita dell’indotto e la valorizzazione della zona.

  • La riqualificazione immobiliare si traduce in una elevata affidabilità istituzionale e in una immagine di attenzione verso la sostenibilità e il rispetto della storia locale.
  • La scelta di attuare un appalto integrato contribuisce a velocizzare i tempi di esecuzione, riducendo i disservizi e impattando positivamente sull’operatività del porto e delle aziende collegate.

È previsto, inoltre, che il nuovo edificio ospiti anche attività funzionali all’intero cluster portuale, umanizzando lo spazio e ponendo Savona come esempio virtuoso di cooperazione tra amministrazione, comunità e operatori economici. Questo modello di gestione del patrimonio immobiliare pubblico si inserisce nelle buone prassi nazionali per la rigenerazione urbana, rispettando la normativa sugli appalti e garantendo trasparenza, competenza e responsabilità in ogni fase dell’intervento.