Tassa di soggiorno: in Toscana Airbnb riscuoterà direttamente la tasse per i Comuni

Tassa di soggiorno: in Toscana Airbnb riscuoterà direttamente la tasse per i Comuni

31 Maggio 2018 Non attivi Di Fabio Lepre

La Toscana si conferma un grande laboratorio dando vita a un modello replicabile in tutta Italia. Risalgono a tre anni fa le prime discussioni sulla tassa di soggiorno.

La svolta sul turismo è arrivata: sarà Airbnb a riscuotere la tassa di soggiorno. La sperimentazione inizia in Toscana grazie all’accordo raggiunto con l’Anci per la gestione del tributo anche nei piccoli comuni. E sono previste cifre da capogiro, considerando che lo scorso anno sono stati un milione e 300.000 gli ospiti in Toscana tramite la piattaforma statunitense. Non solo, ma secondo i dati diffusi dall’Osservatorio nazionale sulla tassa di soggiorno di Jfc, quest’anno saliranno quasi a 900 i Comuni che applicano la tassa.

Cosa prevede l’accordo

La Toscana si conferma allora un grande laboratorio dando vita a un modello replicabile in tutta Italia. Ci sono tre aspetti da segnalare in questo accordo in base al quale Airbnb riscuoterà direttamente la tassa di soggiorno. Innanzitutto, laddove non prevista, l’imposta di soggiorno sarà estesa anche alle locazioni brevi e dovrà essere stabilita una sola tariffa, calcolata in percentuale sul prezzo eventualmente un unica tariffa su extra-alberghiero. Quindi dovrà essere stipulata un’apposita convenzione operative con Airbnb, replicabile anche con altre piattaforme online. Infine, le stesse piattaforme si sostituiranno ai soggetti ospitanti nella riscossione e riversamento dell’imposta di soggiorno in qualità di agenti della riscossione e quindi, per quei soggiorni prenotati tramite la piattaforma.

Firenze città pilota sul mercato italiano

Risalgono a tre anni fa le prime discussioni sulla tassa di soggiorno in Italia partendo proprio da Firenze. Numeri alla mano, Firenze è infatti una città pilota sul mercato italiano per Airbnb, con cui il colosso a stelle e strisce ha concluso da tempo un accordo anche sulla tassa di soggiorno. Nel 2017 sono stati un milione e 300mila gli ospiti che hanno soggiornato in Toscana prenotando tramite Airbnb, per una permanenza media di 3,6 notti. Non nasconde la sua soddisfazione Alessandro Tommasi, Public Policy Manager di Airbnb Italia per il raggiungimento di una intesa che punta a superare la complessità dettata da centinaia di regolamenti esistenti, semplificando l’attivazione del sistema di raccolta automatica dell’imposta di soggiorno per tutti i comuni toscani.

Si tratta evidentemente di una voce di entrate fondamentale sia per la promozione turistica dei Comuni sia per garantire una equa distribuzione sui viaggiatori dei costi dei servizi utilizzati dai turisti. A detta di Francesca Basanieri, responsabile Turismo Anci Toscana, per qualificare e far crescere il settore del turismo in Toscana, occorrono nuovi strumenti, nuove professionalità e strutture materiali e immateriali. Anci Toscana lavora per delineare le nuove forme di turismo e l’accordo con Airbnb è nato proprio per rendere utili le nuove forme di accoglienza, facilitando la riscossione della tassa di soggiorno per i pernottamento che avvengono tramite la piattaforma. I Comuni toscani vengono paragonati a elementi di un grande puzzle di cui smussare gli angoli e con cui lavorare insieme per migliorare l’offerta.