Teramo, violenza su 17enne disabile: padre lancia denuncia sui social
Un episodio di straordinaria gravità ha scosso la cittadina di Silvi, in provincia di Teramo, portando nuovamente al centro dell’attenzione il tema delle vulnerabilità e della tutela dei minori con disabilità. Un adolescente di 17 anni, affetto da disabilità, è stato vittima di un’aggressione fisica e psicologica accompagnata da un’umiliazione pubblica; il padre ha scelto di raccontare pubblicamente i fatti, rompendo il silenzio che spesso accompagna simili episodi di violenza. La diffusione della testimonianza sui social ha alimentato il dibattito, richiamando la necessità di maggiore consapevolezza e responsabilità collettiva.
La dinamica dell’aggressione e il coraggio della denuncia
L’aggressione si è consumata nel cuore di Silvi, nella centrale piazza Iris, e ha avuto come vittima un giovane conosciuto nella comunità locale per il suo percorso di autonomia. Il ragazzo sarebbe stato avvicinato da un gruppo di coetanei che, tra insulti e prese in giro, gli avrebbero sottratto il telefono cellulare, elemento importante per la sua indipendenza. Sollevato di peso e scaraventato due volte in un cassonetto dei rifiuti, è stato successivamente colpito anche con un bastone. L’intervento tempestivo di una passante ha impedito conseguenze peggiori, mentre alcuni adulti presenti hanno scelto di non agire. Il giovane è poi stato soccorso dagli operatori sanitari e dimesso dall’ospedale con una prognosi di dieci giorni per escoriazioni e contusioni.
Il papà ha deciso di affidare ai social la narrazione di quanto accaduto, portando alla luce precedenti episodi di vessazioni e ripetuti atti di bullismo, non trattandosi di un evento isolato. L’uomo ha sottolineato la necessità di non minimizzare la violenza e di condannare il clima di omertà che spesso permette il protrarsi di questi fenomeni, rivolgendosi a istituzioni, famiglie e ragazzi affinché ogni vittima senta di poter denunciare senza timore e isolamento. L’indagine penale, coordinata dalla Procura per i Minorenni dell’Aquila, è stata immediatamente avviata e sono stati iscritti i primi indagati, con il supporto delle forze dell’ordine impegnate nella raccolta di testimonianze e immagini di videosorveglianza.
