Terremoti, i più disastrosi che hanno colpito l’Italia fino ad oggi

Terremoti, i più disastrosi che hanno colpito l’Italia fino ad oggi

23 Giugno 2018 Non attivi Di Luigi Mannini

I terremoti sono tra gli eventi naturali che più spaventano, per il loro potenziale distruttivo, le popolazioni di paesi e città. La forza sprigionata dalle scosse telluriche possono avere davvero conseguenze letali e, purtroppo, l’Italia ha avuto modo di verificarlo concretamente diverse volte negli ultimi anni. I più disastrosi che hanno colpito l’Italia, un paese nel quale il rischio sismico è elevato, fino ad oggi sono stati tanti e proveremo a ripercorrere questa lunga storia fatta di distruzione e morte.

I terremoti più disastrosi

La lista dei terremoti più disastrosi che si sono verificati in Italia nella storia può iniziare con l’ultimo in ordine cronologico: quello verificatosi a cavallo di agosto del 2016 e gennaio 2017. Mesi di paura durante i quali l’appennino centrale fra Lazio, Umbria e Marche ha ballato a più riprese. Causando danni ingenti al patrimonio culturale ed abitativo ed anche vittime innocenti. L’evento sismico più forte è stato quello del 30 ottobre, con magnitudo momento 6.5 che rappresenta anche l’evento sismico più importante dal 1980, anno in cui a tremare fu l’Irpinia. Comuni come Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto, poco conosciuti ai più fino a quel momento, balzarono agli onori della cronaca anche per l’elevato numero di vittime, 299 morti.

L’Italia conosce bene la potenza distruttiva dei terremoti

Fino a quel momento era stata proprio l’Irpinia, con il sisma del 1980 a detenere il triste primato. Anche allora le devastazioni furono enormi nell’area situata fra Campania e Basilicata e le province di Avellino, Salerno e Potenza. I morti furono 2.914 morti. Andando a ritroso nel tempo ecco il tremendo sisma del 14 gennaio del 1968 che colpì la Sicilia occidentale. La scossa più forte raggiunse la magnitudo 6.1. Gibellina Vecchia, Montevago e Salaparuta Vecchia, furono rasi al suolo. Nel 1976 fu la volta del Friuli Venezia Giulia dove l’evento più distruttivo fu la scossa di magnitudo 6.5, seguita da centinaia di altre scosse nei mesi successivi. Le vittime furono 990. L’Appennino centrale, in particolare la Marsica e il territorio vicino a Sora, al Parco Nazionale d’Abruzzo, al Lazio e al Molise fu colpito da un violento terremoto nel 1984.

Passano sei anni e stavolta l’epicentro di un sisma distruttivo è stato quello verificatosi nel Golfo di Augusta. Allora le vittime furono diciassette. Tra il 26 settembre 1997 ed il marzo del 1998 ancora l’Appennino centrale fu teatro della serie di terremoti, il più forte dei quali con magnitudo 6.0 nella quale undici persone persero la vita. Nel 2002 un terremoto di magnitudo momento 5.7 colpisce il Molise. Tremenda la sorte di 27 bambini ed una maestra che vengono sepolti nella scuola dove stavano facendo lezione. Ancora aperta la ferita per il sisma dell’Aquila e le zone limitrofe. Le vittime sono 309. Il capoluogo abruzzese da allora aspetta ancora di rinascere. Infine c’è la serie di eventi sismici del 2012 in Emilia Romagna. Forti terremoti scuotono le province di Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia, Bologna e Rovigo con ventisette vittime totali.